Un po’ di storia de " I Castagni Di Gino"

Il nome con non poca emozione ogni volta che viene accennato, dedicato a mio babbo Igino, che fin a tardissima età trascinandosi con fatica sui suoi malconci ginocchi, provati da oltre 35 anni di miniera ogni giorno si recava ai suoi amati castagni, prendeva l’apetto e naturalmente mamma Osea che oltre a volerla sempre con se giorno e notte, gli diceva vai a destra ora a sinistra dato che lui oltretutto ci vedeva poco o nulla. Lui senza i suoi castagni si sentiva già morto, per tanti anni aveva curato e dato valore con preziosi innesti di pregiate varietà locali alla formazione di un castagneto modello. Poi per la sua età, per il nostro snobbare come tutti i giovani tali discipline, avevano reso il castagneto come la maggior parte dei castagneti locali già tanti anni prima in condizioni piuttosto malconce. Poi circa dieci anni fa, dovendomi recare sempre più spesso al paesello per essere, necessità o piacere sempre più vicino a loro ogni tanto mi riaffacciavo ai castagni dove “Igino” oltre ai castagni aveva tanti frutti tutti particolari e pregiati che lui aveva innestato incrociando tante varietà con risultati unici, da li come “folgorato sulla via di Damasco” è scoppiata in me una grande passione, il riveder poco a poco rifiorire sia il castagneto sia il frutteto mi riempivano di grande gioia e da lì vai tutti gli anni nuovi innesti dove necessario e soprattutto ai 4 ettari iniziali ne ho aggiunti altri fino a poter contare su oltre 10 ettari di, una volta sistemati bellissimi castagneti. La cultura di un territorio un tempo regno indiscusso per necessità ed habitat della castagna, la mia residenza principale nel cuore del Chianti Fiorentino apparentemente un handicap ma in prossimità di un mercato esigentissimo quale quello fiorentino mi hanno spinto sempre più a perfezionare sia il mercato del fresco sia quello di prodotti tutti legati alla castanicoltura. Grazie anche al sempre maggiore coinvolgimento familiare,una volta contrario, poi scettico ora entusiasta dei miei investimenti, ci spingono a continuare nell’ottica della ricerca di perfezionamento assoluto. Per il secondo anno consecutivo la nostra farina ha vinto un ambito concorso delle migliori farine patrocinata dal presidio “slow Food” Monteregio (uno fra i più importanti non solo a livello regionale ma nazionale), i “Les Marrons” gustosissimi marroni in sciroppo al naturale, per finire con i nostri biscotti alla farina di castagne prodotti in collaborazione con un fantastico laboratorio artigianale della provincia di Siena che oltre alla farina utilizza un particolare burro leggermente salato chiamato “beurre de baratte” da noi importato direttamente dalla Bretagna (F), terra d’origine di mia moglie Michelle, dove le famose maree che vanno e vengono per decine di chilometri (in qualche caso fino a 100) fanno si che, nelle grandi maree i pascoli invasi dalle acque del mare ricchissimo di iodio,  gli animali che qui pascolano una volta il mare ritiratosi diano un latte unico e di conseguenza insieme alla secolare esperienza di quel popolo, un burro altrettanto speciale. Altri prodotti sono in via di perfezionamento basati anche all’unione della farina di castagne con quella Kamut, peccato per ragioni commerciali e scadenza troppo breve non poter presentare le nostre favolose crepes alla farina di castagne che sottovuoto in Francia stanno riscuotendo grande successo e non poche imitazioni, comunque per chi lo desidera acquistando la nostra farina saremmo lieti di svelare tutti i piccoli segreti di fabbricazione in modo possiate immediatamente consumarle presso di voi.

Alberto cellini   

 

Montieri estate

 

Montieri inverno